Scusate, andavo di fretta.

Pubblicato: dicembre 12, 2012 in Racconti

«La prima volta che vidi Elio Gardi capii subito che era uno scrittore, perché intorno a lui si respirava quest’aria da caffè letterario fiorentino di inizio novecento, e non eravamo a Firenze, potevamo essere a Parma, o a Brescia, non ricordo, doveva essere intorno alla metà degli anni novanta, quindi Parma, penso. Ti conquistava con la forma, più che con la sostanza di quello che diceva. Certamente poi c’è tutto quell’insieme di elementi che fannoil discorso, come l’intonazione e il volume della voce, la postura, insomma è chiaro quello di cui parlo.
Immaginatevi un uomo sgradevole nell’aspetto, dalla voce sgraziata e squillante. Bene, uno così può fare solo lo scrittore, per far sì che le sue parole conquistino la gente. Lui no: aveva un’impostazione quasi da attore. Poteva dire un sacco di cazzate e avere comunque il suo pubblico. Poi, intendiamoci, le diceva molto bene». Faccio una pausa. Mi verso dell’acqua, un paio di persone si alzano per uscire a fumare, qualcuno entra.
«Ci reincontrammo anni dopo, e questo sono sicuro di non sbagliarmi avveniva a Pavia, dove prendemmo l’abitudine di trovarci di tanto in tanto al bancone di un locale, a fare chiacchiere. Lui aveva queste strane teorie sui rapporti umani, tra uomini e donne in particolare. Un giorno ricordo che era entrata una ragazza, una certa Veronica, parecchio in ghingheri. Mi disse: “Guarda Veronica”. La osservai, era strano vederla così curata, visto che di solito vestiva in modo piuttosto sciatto. “Hai notato com’è elegante? Dev’essere stata lasciata dal ragazzo, sarei pronto a scommetterci cinquantamila lire. Ma non è questo il punto importante del discorso. Ciò che conta è quello che avverrà tra poco.”
Ora, va precisato che quello era un ambiente in cui almeno di vista ci si conosceva un po’ tutti, come spesso accade. “Da quanto tempo non la vedi in giro?”, mi chiese.
Saranno quindici giorni”, risposi.
Infatti”, riprese “avrà attraversato la prima fase dopo la rottura di un rapporto, quel periodo di misandria in cui una donna pensa: basta io con gli uomini ho chiuso. Ora quella fase è evidentemente finita, ma questo è del tutto normale Claudio non fraintendermi non ci sto vedendo nulla di strano fin qui, soltanto desidero che tu mi segua nel discorso fino al punto cruciale ma ti ci voglio accompagnare seguendo un percorso preciso.» A quel punto era entrata nel locale una coppia che entrambi conoscevamo bene. Con lei, Maria Grazia, ero anche uscito per un breve periodo: molto graziosa ma di un’aridità sconcertante. Lui, Marco, alto e taciturno, sempre avvolto nei suoi lunghi cappotti scuri. Elio beveva un qualche liquore americano, non ricordo cosa fosse, ne ordinò uno per lui e un manhattan per me.
Bene, parlavamo di Veronica. La consideri una ragazza facile?”, mi chiese.
Non mi dà quell’impressione, no”.
Benissimo”, si illuminò “non la è, infatti!”.
Per qualche motivo, se la mia affermazione valeva come un parere, la sua era un assunto inconfutabile.
Allora, a parte il carciofo – il ragazzo che l’aveva presumibilmente appena lasciata, uno con uno strano porro vicino a un orecchio – con quali ragazzi te la ricordi?” mi chiese.
Beh, allora, Angelo, il Savona, Ferro, Marcello, poi? Ah sì anche mi pare con Ema, quello di Torino, anche se non era durata molto”, conclusi.
Perfetto, e che cos’hanno in comune tutte queste persone? Te lo dico io: li conosci tutti, anch’io li conosco tutti e tra di loro si conoscono tutti. In pratica si perpetua un orrendo rimescolamento di coppie, tale per cui bene o male le persone che conosci sono uscite quasi tutte insieme, a turno. Tu sei riuscito a frequentare anche quella decerebrata di Maria Grazia, per un po’!”
Sì, non me ne parlare.”
Ecco, adesso lei sta con Marco e si sono effettivamente trovati, intendiamoci non escludo che possa accadere anche questo: lui è silenzioso, quindi quando parla sembra che abbia qualcosa da dire, che sia un ragazzo riflessivo. Invece è un idiota, per lei è perfetto: l’altra metà della mela. Ma di solito le coppie si formano per esclusione. Veronica, per esempio, adesso farà delle valutazioni. Questo non mi piace, quello è brutto, quell’altro è noioso. Questo qui è impegnato, peccato perché non mi dispiaceva. La vedi, lì che parla con Annalisa, come ride e sembra divertirsi? Non si sta divertendo per un cazzo, questa è la verità. Sta solo mandando in giro segnali, sta dicendo ehi guardatemi sono una ragazza divertente e positiva (e anche figa). Figa lo dice con i vestiti perfetti e un taglio nuovo da centomila lire e tre ore minimo oggi dal parrucchiere. Peccato che gioca in un’arena piccola, dove sarà difficile trovare l’altra metà della mela. Troverà quello che passa il convento, cioè uno a caso tra quelli liberi e decenti, e si accontenterà, credendo di avere scelto lei. È nel posto sbagliato nel momento sbagliato, oltretutto”.
Gli domandai il perché.
Chi c’è in questo momento, qui, libero e attraente? Io. Sono il ‘Veronico’ di turno, anch’io mando segnali in giro mentre parlo con te”, mi disse.
Sono indiscutibilmente un bel ragazzo, sono single e non c’è ancora stato niente tra me e lei. Ora la raggiungerò e le dirò un paio di frasi che la faranno sentire donna. Cederà, vedrai. Solo, se un giorno viene a dirmi che si è innamorata, le spacco la faccia”.»
Mi alzo, aggiusto il microfono gracchiante dandogli una botta. «Bene, potete credermi, funzionò, e durò anche per qualche tempo. Poi Elio decise di partire per l’Africa e Veronica si mise con il barista di quello stesso locale, che si era appena lasciato con una delle cameriere. Ma sto divagando. Il libro di Elio che vi sto presentando si chiama Scusate ma andavo di fretta. L’ha terminato il giorno prima di suicidarsi, non aveva un titolo. Al posto dell’ultimo capitolo ha scritto questa frase.
Qui doveva esserci l’ultimo capitolo ma non c’è. Perché tutte le altre cose che dovevo fare da queste parti le avevo finite, e andavo di fretta.
Spero che voi lettori mi perdonerete.
Vostro,
Elio Gardi”»
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commenti
  1. Elisa Cattaneo ha detto:

    da paura fabri,il libro di elio si può trovare da qualche parte,quale casa editrice lo ha pubblicato?

  2. fabrizio romano ha detto:

    Ciao Elisa! grazie, hehehe fu pubblicato da frati amanuensi, purtroppo tutte le copie vennero distrutte nell'incendio che devastò la biblioteca del monastero nel 1432…

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