Non Coppia

Pubblicato: aprile 18, 2014 in Racconti
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Mi siedo. Franco mi osserva in controluce, dice «Sei un po’ pallido» Come fai a saperlo, mi vedi in ombra, dico. «Però è vero. È carenza alimentare, sono due settimane che mi nutro solo con fagioli, ora ti risparmio i dettagli ma fa parte di un metodo di protesta collettiva non violenta nei confronti di uno dei miei coinquilini. E tu, piuttosto? Saranno due mesi che sei sparito»

Franco si muove sulla sedia come se soffrisse di piaghe da decubito al fondoschiena. «È che sto troppo tempo seduto. Sto sviluppando un’applicazione per android che trova l’acqua nel sottosuolo, come il bastone dei rabdomanti. Oggi dovrei iniziare a provarlo sul territorio, finora stavo al computer tutto il giorno»

«Ah, ecco», commento. Sembra siamo a corto di argomenti, abbiamo fame, il mio panino con i fagioli non arriva mai. Dico «Ah, sai chi ho visto? Marina, la ex del Nebo. Cioè, più o meno ex»

«E?»

«E mi dice Ciao Fabri tesoro come stai. Tesoro, mi ha detto. Ci avrò parlato tre volte, tesoro un cazzo, voglio dire»

«Sì i soliti atteggiamenti fuori luogo di certe donne che prendono, danno e tolgono confidenza con una bilancia dall’impostazione variabile in base al loro umore del momento senza prendere in considerazione l’altro, come se tutto funzionasse in base ai loro bioritmi», dice Franco mentre osserva il sedere della cameriera e annuisce con la mascella prognata, da attore porno.

«Va bè», commento. «Le chiedo se si era lasciata col Nebo, visto che non li avevo più visti insieme da un bel po’. E lei no, mi dice. No, nel senso che non erano mai stati insieme. Ora, a me fondamentalmente non me ne fregava un cazzo, le avevo fatto una domanda giusto così, la chiacchiera da bancone mentre stai aspettando la birra».

Franco si gratta il mento, poi il culo e poi si mangia un’unghia sputandola nel posacenere. «Un’altra specialità femminile, il revisionismo storico delle proprie vicende personali», chiosa.

«No ma ascolta», dico. «È partita con tutto questo discorso, mi ha chiesto perché, sembrava fossimo insieme, vero? Non sei certo il primo che me lo dice. E io le ho detto sì, obbiettivamente sì. E lei Certo, perché la gente ha tutta questa mania e necessità di catalogare le cose e le situazioni. Infatti è per questo che avevamo deciso di non stare insieme. Le persone catalogano e si fanno catalogare, solo per questo motivo si mettono insieme, poi le coppie inevitabilmente crollano. Ti faccio una domanda, mi dice. Quante storie hai avuto? Serie, intendo. E io ci penso, dico sei. Lei riprende. E sono naturalmente andate tutte a puttane. Ora, se fai un calcolo, nella vita di una persona ci sono mediamente otto storie importanti. Le prime sette vanno in vacca, l’ottava a volte funziona. È una media, chiaro. Quindi le storie che funzionano sono circa il dodici per cento del totale. Statisticamente se ti metti insieme a qualcuno sei destinato a un fallimento quasi certo. Io e Nebo non volevamo certo fare la stessa fine che fanno tutti, quindi abbiamo sviluppato il concetto di non-coppia»

Arriva la cameriera, panino con i fagioli per me e stinco di maiale per Franco. Mi scappa un peto, non riesco a trattenerlo ma copro il rumore spostando la sedia al momento giusto, faccio un sorriso alla ragazza. Vorrei riservare tutti i gas per il coinquilino, ma quando scappa scappa.

«Quindi non eravate insieme, le ho chiesto. Lei si è rabbuiata, mi ha guardato come se vedesse un imbecille vero per la prima volta in vita sua. Ha detto Io ti ho già inquadrato, a te. Sei uno di quelli che riportano ogni situazione su un binario già percorso. Siete insieme sì, siete insieme no, siete trombamici. No, cazzo. Eravamo una non-coppia, un concetto del tutto nuovo. Io lo amavo davvero e lui amava me. Prima di essere noi una non coppia lui era insieme a Isabella. Ovviamente si sono lasciati. Secondo te è più figa di me Isabella? Secondo me è un cesso.Hai presente Isabella?», ho chiesto a mia volta a Franco.

«Sì, il rigore a porta vuota. Gran figa»

«Sì, appunto. Anche Marina è bella, ma la domanda è ovviamente una domanda del cazzo. Poi io se una mi dice che mi ha inquadrato mi fa girare i coglioni. Le ho risposto appunto di non fare domande del cazzo. Lei ha detto se mi dici così vuol dire che pensi sia più figa lei di me. Io non so come fate voi uomini appena una fa vedere un po’ di tette non capite più niente ma vabbè è nella vostra natura animalesca porca e voi preferite giocarci su queste cose invece di migliorarvi e poi è per questo che arrivate a quarant’anni senza avere concluso niente e noi donne non vi guardiamo più. Cazzi tuoi, comunque, continua a andare dietro a tipe come Isabella. Intanto il Nebo l’ha mollata per creare questo concetto di non-coppia con me. Le sta bene, a quella troia. Perchè, ti ha fatto qualcosa? No, mi dice, però ha quell’atteggiamento così, non la sopporto. Sì, le dico, ma io non ho capito bene questa storia della non coppia. Ma è troppo complesso, poi il concetto di partenza si è sviluppato, cioè la vita cambia e ti cambia. Poi è arrivato un figlio, Michael, e ci ha uniti tantissimo. Ah, avete avuto un bambino, le chiedo. E lei No! Io ho avuto un bambino, cioè nel periodo in cui ci eravamo non-lasciati sono rimasta incinta durante un raduno di gente un po’ fricchettona, non so di chi sia il bambino, che è una cosa fighissima se ci pensi perché è figlio della natura, è figlio di Nebo, della terra, di tutti»

«A me più che altro sembra figlio di mignotta», commenta Franco. «Che poi si dice che sono tutte mignotte tranne la mamma, ma la mia si dava da fare, quindi non c’è speranza, l’unica soluzione è evitarle come la peste». Programmare per cercare l’acqua sembra avere inselvatichito Franco, me lo ricordavo meno astioso.

«Va be, dico, quindi vi eravate non-lasciati il che significa che eravate svincolati l’uno dall’altra e le vostre vite potevano avere direzioni diverse, andare con altre persone. Ma no! mi dice ancora, se ci eravamo non-lasciati NON vuol dire che ci eravamo lasciati, la vuoi smettere di catalogare? Cazzo mi sembravi uno degli amici di Nebo più intelligenti invece non capisci niente. Ti va di baciarmi?»

«E tu cos’hai fatto?»

«Le ho chiesto se si erano non-lasciati un’altra volta. Lei mi ha risposto che il progetto di non-coppia aveva funzionato finché una volta lei lo aveva beccato in un bar che prendeva il caffè con un’altra, che quindi di conseguenza era un figlio di puttana perché non glielo aveva detto prima, e quindi lo aveva accannato, poi se ne è andata dandomi del finocchio»

«Sì. Tipico», dice Franco, che inizia a scaldarsi «Troie! Che nervi madonna, come si fa a ragionare così? Lo vedi che sono pazze?» Intanto che parlava gli è suonato il telefono. Ha guardato e non ha risposto. «Il tipo del negozio della lista nozze, adesso no, non ne ho voglia proprio, lo chiamo stasera»

L’ho guardato con aria interrogativa.

«Perchè, non te l’ho detto che mi sposo tra quindici giorni?»

«No, credo di no», ho risposto.

 

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commenti
  1. malosmannaja ha detto:

    ehi, bella la definizione in negativo, la *non-coppia*, però allora, a rigor di logica, Michael dovrebbe essere un non-figlio.
    : )
    per certi versi il matrimonio è come la naja: anche in quel caso la schiavitù delle categorie col loro contorno di soprusi, torture e maltrattamenti diventano una cosa all’ordine del giorno. forse per quello in entrambi i casi si tende ad esorcizzare il tutto a parole… eh, ricordo che cercavo di convincere un mio compagno di stanza che si trattava solo di non-nismo.
    : ))
    bella anche l’app rabdomante per smatphone… avrà un successo enorme nelle zone desertiche più povere del Niger
    : ((

  2. ericagazzoldi ha detto:

    Fino a 5 minuti fa, credevo di trovarmi in una situazione sentimentale complicata… 😉 Grazie, Fabrizio. 😉 P.S. Comunque, la “protesta non violenta” è geniale. Anche se io, piuttosto, la chiamerei “guerra chimica”. :-p

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